In allegato la tabella dei movimenti agenti assistenti con decorrenza 26 maggio.
A COSENZA L’ADP C’E’
Cresce l’esercito dell’ADP in tutta Italia dopo l’atterraggio a Malpensa oggi possiamo annunciare l’apertura della nuova segreteria a Cosenza. A Giovanni Palermo, segretario provinciale ADP di Cosenza e al suo gruppo di amici vanno gli auguri della Segreteria Nazionale. Sappiamo che i problemi a Cosenza non mancano e Giovanni saprà ben fare così come ha fatto nella lunga vita lavorativa.
A breve annunceremo le successive tappe di crescita esponenziale che stanno interessando l’ADP grazie al lavoro incessante del Segretario Generale Strano e della politica sindacale dell’ADP che non si piega a nulla e a nessuno.
Venite nell’ADP!!!
SEGRETERIA PROVINCIALE DI RAGUSA
Si è tenuto sabato 9 maggio all’interno del centro culturale di Via Diaz a Ragusa l’incontro tra cittadini e poliziotti organizzato dal Movimento 5 Stelle che ha voluto anche la nostra partecipazione.
Il segretario Provinciale ADP Maiorana ha illustrato le numerose problematiche che i poliziotti di tutta Italia rivendicano da tempo quali il riordino delle carriere, il contratto bloccato dal 2009 , i problemi dell’ordine pubblico e le problematiche territoriali quali quelle della provincia ragusana che deve sobbarcarsi a proprie spese i numeri stratosferici degli sbarchi che avvengono al CPSA di Pozzallo.
All’incontro presenti l’On MariaLuce Lorefice ( in foto con Maiorana) e la Senatrice Ornella Bertorotta in rappresentanza del Movimento 5 Stelle che hanno ascoltato le nostre richieste.
TRASFERIMENTO? LO STUDIO LEGALE PARENTI VINCE AL TAR
L’ADP HA UNA OTTIMA CONVENZIONE CON LO STUDIO LEGALE PARENTI ROMA – Diviso da 103 chilometri di distanza dalla madre affetta da tendenze suicide. Una lontananza «non rilevante» secondo il ministero dell’Interno, che con questa motivazione ha respinto per quattro anni la domanda di trasferimento da Roma a Veroli avanzata da un poliziotto, intenzionato a curare la mamma disabile. Una spiegazione «priva di giustificazione» secondo il Tar del Lazio che ha riconosciuto le ragioni dell’agente, concedendogli la possibilità di assistere la madre.
Senza risposta
La sentenza è stata pronunciata lo scorso 29 aprile al termine di un calvario cominciato il 17 dicembre del 2010. È in quella data che per la prima volta il poliziotto – un agente della Polfer in servizio alla stazione Termini – chiede di cambiare stazione di lavoro per stare vicino ai suoi genitori, residenti a Veroli, entrambi in condizioni di salute drammatiche. La madre infatti è affetta da gravi tendenze suicide mentre il padre è disabile, impossibilitato pertanto ad aiutare la moglie. Il poliziotto – assistito dall’avvocato Luigi Parenti – chiede di prendere sevizio a Frosinone, ma offre anche la sua disponibilità anche per il commissariato di Sora. La prima domanda resta senza risposta e cosi l’agente il 17 luglio del 2011 avanza una nuova richiesta. Ma neanche questa volta viene convocato.
«Distanza breve»
Passano i mesi, il poliziotto è preoccupato, la situazione familiare si aggrava. Il padre viene a mancare e le condizioni della madre diventano ancora più precarie. Il 2 novembre del 2012 la signora, sola e depressa, tenta il suicidio. Allora l’agente reitera la domanda per la terza volta e in quest’occasione riceve una risposta. Il ministero però respinge la richiesta innanzitutto sostenendo che in famiglia ci sono altri congiunti in grado di prestare assistenza alla madre. Ma il Viminale fornisce anche un’altra spiegazione. Il trasferimento è respinto perché «la non rilevante distanza tra la sede in cui l’istante presta servizio e il luogo in cui risiede il disabile (soli 103 chilometri) induce a ritenere idonei altri strumenti, tra ai quali i permessi». Una ragione che invece secondo i giudici del Tar è «priva di giustificazione», vista «la gravità della patologia» della mamma dell’agente, che richiede un’assistenza continuativa e costante, impossibile da fornire stante il tempo necessario a coprire la distanza tra Roma e Veroli. Ragione per cui al poliziotto è stato permesso di tornare a casa a curare la madre.
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_03/poliziotto-costretto-ricorrere-tar-curare-mamma-6fe3cc16-f197-11e4-a8c9-e054974d005e.shtml